Cover band degli U2: Achtung Babies

Foto dell'evento
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per le fotografie si ringrazia Roberto Fontana.

U2
Nel 1976 Larry Mullen Jr. affigge alla bacheca della Mount Temple School di Dublino un messaggio per trovare giovani musicisti con cui formare una band. Rispondono Adam Clayton, David Evans (The Edge), suo fratello Dick Evans e Paul David Hewson soprannominato Bono Vox, dal nome di un negozio di cornetti acustici. Il gruppo si chiamerà Feedback fino al 1979 quando, con l’uscita di Dick Evans, prenderà il nome di U2. Nel 1980, grazie al produttore Steve Lillywhite, esce il loro primo album, Boy, a cui seguono i primi tour europei e americani. Nel 1981 esce October e un nuovo tour americano porterà alla conoscenza di Anton Corbijn, che diventerà il curatore storico dell’immagine della band. Nel 1983 è la volta di War e il 1984 si apre con un incontro che cambierà la storia degli U2: quello con i produttori Brian Eno e Daniel Lanois, con i quali prende vita l’album The Unforgettable Fire che si piazza direttamente al primo posto delle classifiche. Ormai gli U2 sono la rock band più promettente del mondo e finalmente nel 1985 si esibiscono per la prima volta in Italia. Nel marzo dell’87 esce The Joshua Tree che porta il gruppo dei quattro irlandesi in cima alle classifiche di tutto il mondo. Alla fine saranno vendute più di 20 milioni di copie. Nell’88 esce Rattle and Hum, ma è con Achtung Baby del ’91 che avviene la svolta artistica del gruppo e con Zooropa del 1993 che la band si spinge in territori inesplorati. Nel ’96 gli U2 divorziano da Brian Eno e si affidano a Howie B, tentando la via della sperimentazione. Nasce così Pop, all’interno del quale il brano Discothèque fa rimanere molti fan scioccati per la vena dance. La promozione dell’album viene affidata al mastodontico PopMart Tour, che si ricorda per la data di Reggio Emilia, dove ben 185.000 spettatori paganti fecero registrare il record assoluto per una band. Nel 2000 esce All That You Can’t Leave Behind e nel 2004 How To Dismantle An Atomic Bomb. Oggi la band sta lavorando al nuovo album, la cui uscita è prevista per il 2009.

Achtung Babies
È il 1993 quando gli Achtung Babies debuttano al teatro Palladium di Roma. È la prima volta che in Italia qualcuno propone un concerto eseguendo esclusivamente musica degli U2 e il riscontro è eccezionale: 1300 paganti fanno il tutto esaurito. In pochi mesi, la passione degli Achtung Babies per gli U2 diventa un vero show con un costante seguito dei fans grazie al massiccio appoggio del Fans Club Italiano Ufficiale degli U2. Anche radio, tv e stampa si accorgono del fenomeno e addirittura è la stessa casa discografica degli U2 ad ingaggiare gli Achtung Babies nel 1997 per la presentazione del PopMart Tour italiano. In questa occasione è lo stesso Bono, in diretta su Radio Deejay, a salutare la “sua” cover band italiana, lasciando tutti sbalorditi. I cambi di formazione non fermano gli Achtung Babies che nel ’98 ricevono le prime attenzioni dall’estero e nel ’99 vengono invitati da Italia 1 a ritirare il premio destinato agli U2 come “Migliore band dell’anno” al P.I.M. (Premio Italiano per la Musica). Nel 2000 rischiano l’arresto a Roma perché insieme alla trasmissione Le Iene protestano all’ambasciata della Birmania contro la decisione del governo birmano di arrestare chiunque ascolti l’ultimo album degli U2. Nel 2003 gli Achtung Babies festeggiano il concerto numero 800 e nel 2004 Maurizio Costanzo li invita a suonare a Campus, la sua accademia per lo spettacolo che ha sede a Cinecittà dove tengono anche un seminario sul fenomeno dei tributi. Solo un mese dopo ottengono un successo strepitoso in Olanda, Germania e Belgio e la casa discografica degli U2 li richiede ufficialmente per un tour promozionale attraverso tutta Italia per accompagnare l’uscita del nuovo album di Bono&Co. Nel 2005 arriva il grande successo anche in Turchia e Spagna. Attualmente il loro calendario è sempre fitto di impegni a dimostrazione che la loro passione li ha portati a meritare di essere il tributo italiano agli U2 più seguito, conosciuto e amato.

Locandina

Visita anche il sito della band http://www.achtungbabies.it/ per maggiori informazioni.

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